Milano alza l’asticella quando si parla di nightlife: ai Dazi Milano, nel cuore scenografico dell’Arco della Pace (Piazza Sempione 1), è stato presentato The Corp, il primo consorzio italiano interamente dedicato al settore dell’intrattenimento.
L’idea è chiara e ambiziosa: portare anche in Italia un “modello Ibiza”, dove la notte non è solo divertimento, ma un ecosistema fatto di sicurezza, qualità dell’esperienza, valorizzazione culturale e, soprattutto, un rapporto più strutturato con le istituzioni. Un settore che — secondo i dati condivisi in presentazione — genera già 126 milioni di euro di fatturato aggregato, con una rete che conta oltre 900 dipendenti e più di 260.000 presenze mensili, puntando a 500 milioni entro il 2030.
Perché The Corp è una notizia che cambia le regole del gioco
Finora, club, locali e festival hanno spesso lavorato “a compartimenti”: ognuno con le proprie dinamiche, interlocuzioni e criticità. The Corp prova a fare il salto: mettere a sistema location, format, competenze, relazioni istituzionali e progettualità sociali.
In altre parole: non solo “fare serate”, ma creare valore per la città e per chi la vive — anche di notte.
Le istituzioni: turismo e cultura come leve (non solo economiche)
Durante l’evento sono intervenuti anche rappresentanti di Regione Lombardia. Da un lato, l’attenzione al turismo e alla capacità di attrarre pubblico; dall’altro, la visione della nightlife come parte della cultura contemporanea, con un impatto identitario e sociale. Il messaggio di fondo è che il divertimento notturno può diventare un attore strategico: se ben governato, fa economia, crea lavoro, produce indotto e può persino incidere sul modo in cui una città si racconta.
La rete: 25 realtà tra club iconici e nuove venue
Il consorzio riunisce 25 realtà tra club, grandi location, lounge e ristoranti. Nomi che, a Milano e non solo, sono già punti di riferimento per pubblici e scene diverse: dalle discoteche più riconoscibili alle venue ibride che uniscono musica, food, design e ospitalità.
A livello di governance, The Corp è guidato da Dario De Lisi (presidente), affiancato dai vicepresidenti Carlo Grimoldi e Fabricio Lanfredi (anche COO), con un board che include figure dedicate a gestione, finanza e sviluppo di nuovi asset.
Aut Dance: quando la discoteca diventa davvero inclusiva
Tra gli annunci più forti c’è Aut Dance, progetto pilota nato all’interno dell’Hollywood Rythmoteque (zona Corso Como), pensato per rendere la pista un luogo accessibile anche a giovani con disturbi dello spettro autistico e disabilità.
L’approccio non è “di facciata”: si parla di una serata (e di un format) con accorgimenti concreti, come:
musica e luci adattate per essere meno invasive
proposta al bar orientata su cocktail analcolici
spazi organizzati per favorire tranquillità e sicurezza
un laboratorio artistico (anche in stile manga) per chi vuole esprimersi oltre la pista
È un’idea potente perché cambia prospettiva: non più “alcuni luoghi non sono per tutti”, ma “progettiamo il divertimento perché sia per tutti”.
Aperyshow a Milano nel 2026: la festa che diventa beneficenza
Altro annuncio chiave: nel 2026 arriverà a Milano Aperyshow, charity festival nato in Veneto e cresciuto fino a numeri enormi. La location milanese è ancora in definizione, ma la direzione è tracciata: musica, show, performance e un impianto benefico dichiarato, con ricavi destinati a enti e associazioni.
I numeri dell’edizione 2025 ad Arsego (Padova) raccontano bene la dimensione: circa 170.000 presenze, oltre 300 artisti e 151.500 euro raccolti e devoluti.
Portarlo a Milano significa anche un messaggio: la nightlife può essere intrattenimento di qualità, ma anche impatto sociale misurabile.
Due trasformazioni urbane: Certosa District ed Ex Macello
The Corp non si ferma ai format. Una parte della visione passa dalla città stessa, con interventi e progetti che puntano a costruire nuovi poli culturali.
Milano Certosa District e la nightlife “sostenibile”
Nel progetto Milano Certosa District (rigenerazione urbana a vocazione multifunzionale) il consorzio è coinvolto nello sviluppo di una nuova venue: Nomad, pensata come simbolo di nightlife sostenibile.
Nel racconto del progetto, Nomad viene descritto con dimensioni importanti: spazi interni, ristorante, area esterna per eventi e logistica di accesso (parcheggi), per un modello che prova a unire esperienza, gestione dei flussi e integrazione col territorio.
Ex Macello: da area problematica a fase “transitoria” culturale
L’altra partita è l’Ex Macello, all’interno del progetto di riqualificazione Aria: un’area che in passato è stata problematica e oggi entra in un percorso di trasformazione. L’idea è usare la fase di transizione per ospitare attività creative, culturali ed eventi, ridando vita a uno spazio urbano prima percepito come “vuoto” o critico.
Un nuovo ecosistema per la nightlife italiana
In sintesi, The Corp prova a trasformare il modo in cui l’intrattenimento si racconta: non più un settore da gestire “a margine”, ma un comparto che può portare valore culturale, sviluppare progetti sociali reali e contribuire alla rigenerazione urbana.
E se Milano è il primo banco di prova, il messaggio è nazionale: quando club, venue e festival si mettono in rete, la notte può diventare più sicura, inclusiva, sostenibile. E anche più credibile.

